Categoria: Europa

  • Itinerario: Cosa visitare ad Anversa, in Belgio

    Nel 1993 Anversa fu consacrata come la Capitale Europea della Cultura, ergendosi come la seconda città più importante del Belgio dopo l’imponente Bruxelles, e vantando il primato come la più grande tra le città delle Fiandre. Questo luogo intriso di storia e cultura si erge maestoso lungo le sponde del fiume Schelda, preservando il retaggio del celebre pittore Rubens, la cui nascita risale al IV secolo e che oggi funge da principale porto belga.

    Il cuore pulsante di questa città affascinante è la Grote Markt, una piazza antichissima dalla singolare forma triangolare, teatro di innumerevoli celebrazioni attraverso i secoli in onore di questa meravigliosa città. Al suo centro, suscita curiosità la fontana che, ispirandosi al mito dell’origine della città, vede Brabo elevare verso il cielo un trofeo dal sapore quasi macabro: una mano recisa, posata su un cumulo di rocce. L’edificio del municipio, risalente al XV secolo, rappresenta l’apice dello stile fiammingo, con accenni al Rinascimento italiano. Adornando il lato sud-est della piazza, svetta la maestosa cattedrale gotica di Onze Lieve Vrouw, proiettando la sua imponente ombra sul resto della piazza.

    Lo spirito dell’illustre figlio di Anversa, il pittore Pieter Paul Rubens, permea ogni angolo della città, sia nella statua eretta in suo onore a Groenplaats, che nelle molteplici chiese impreziosite dalle sue opere. Anversa si rivela un autentico paradiso artistico, con una miriade di musei: dal Museo delle Belle Arti, custode di innumerevoli capolavori dei maestri fiamminghi, al Museo di Arte Contemporanea (MUHKA) con la sua collezione di arte belga dal 1970 a oggi, fino al Museo Mayer van den Bergh, sito nelle vicinanze della Stazione Centrale, concentrato interamente sulla collezione d’arte personale di Fritz Mayer van den Bergh, che include sculture medievali, miniature, arazzi e dipinti.

    Il quartiere di Zurenborg rappresenta un’altra imperdibile tappa, un’incredibile vetrina di stili come l’Art Nouveau e il Neoclassicismo, con mosaici e imponenti vetrate dalle curve sinuose, a simboleggiare e commemorare l’immensa ricchezza artistica e culturale della città.

    Una piacevole passeggiata lungo le rive del fiume Schelda conduce allo Steen, un castello che risale al 1200, ricostruito nel XVII secolo da Carlo V, l’edificio più antico di Anversa che ospita al suo interno il Museo Nazionale Marittimo.

    Al termine di una giornata di esplorazione, Anversa vi accoglie con una notte vibrante di vita. Seduti in uno dei numerosi ristoranti eccellenti, potrete deliziare il palato con le prelibatezze belghe: patatine, cozze, birra e cioccolato.

  • In viaggio verso Tallinn, la capitale dell’Estonia

    Chiamata anche “la Praga del Nord”, Tallinn è una magnifica città che si sta incamminando a passi decisi sulla strada del turismo e del divertimento, proponendosi come nuova meta per giovani fashion, senza avere nulla da invidiare nei confronti di città più blasonate come Londra o Berlino. La city, tutta costruzioni anni Novanta, è nata a ridosso del centro storico, ed è caratterizzata da grattacieli, uffici e immancabili centri commerciali. Ma chi preferisce l’architettura tradizionale, deve passeggiare per Vanalinn (la Città Vecchia).

    Qui è tutto un susseguirsi di mura, chiese, palazzi arroccati gli uni agli altri e considerati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. I luoghi di maggior interesse artistico, nella parte vecchia, sono la Raekoja Plats (la Piazza del Municipio); la via Pikk (via lunga); i numerosi palazzi dei ricchi mercanti; le chiese di Sant’Olaf e di San Nicola; il gotico Palazzo Comunale. Passo dopo passo, ci si inerpica fin su alla collinetta di Toompea, il belvedere più panoramico della città, dal quale si gode la vista dei tetti e dei vicoli, dei grattacieli e delle chiese fino a raggiungere il mare. Toompea ha un dislivello di circa 48 metri sul livello del mare e, secondo la leggenda, sarebbe il luogo in cui fu sepolto l’eroe nazionale Kalev.

    Se nel passato era il simbolo della dominazione straniera (qui si stabilirono i funzionari danesi e tedeschi), oggi è l’emblema stesso dell’Estonia, avendovi trovato posto il Governo e il Riigikogu (Parlamento) estoni. Da non dimenticare una visita alla superba Cattedrale ortodossa dedicata a Alexander Nevskij, in Lossi plats (Piazza del Castello). Questo luogo è anch’esso un simbolo: quello che pone l’Estonia a cavallo tra Europa e Russia, tra modernità e passato, ognuno con il suo carico di promesse e di incanto.

  • Cashel e la sua Rocca (Rocca di San Patrizio)

    I Celti occuparono questo luogo e nel V secolo il re di Munstervi, per poter controllare da qui gran parte dell’Irlanda meridionale, eresse un forte di pietra. Da qui il nome: Cashel, versione anglicizzata del termine gaelico “caiseal”. Situato vicino alla strada nazionale N8, il villaggio è un centro abitato del South Tipperary, nelle midlands meridionali d’Irlanda, che richiama ogni anno migliaia di visitatori. I turisti vengono a vedere uno dei monumenti più simbolici di tutta l’Irlanda: la Rocca di Cashel, che domina la pianura di Tipperary per miglia e miglia.

    Le prime notizie storiche, risalenti al IV secolo, asseriscono che la zona fu occupata dal clan Eoghanachta che, proveniente dal Galles, conquistò gran parte del Munster divenetando così  “signore” della regione. Per circa quattrocento anni la rocca contese a Tara la qualifica di “centro di potere d’Irlanda”. L’arrivo di S.Patrizio nel V secolo portò alla cristianizzazione del clan a seguito della conversione del leader Aengus e da questo momento la rocca iniziò ad essere conosciuta come St. Patrick’s Rock.

    La figura di S. Patrizio è protagonista di numerose leggende che avvolgono la rocca  e i luoghi di Cashel: si racconta, per esempio, che proprio grazie all’opera di S. Patrizio la rocca fu donata alla Chiesa da un re irlandese. Durante il battesimo del re, S. Patrizio trafisse accidentalmente con il suo pastorale il piede del sovrano che, ritenendo ciò parte di un rituale di coraggio, afferrò il bastone e si perforò il piede. Un’altra leggenda narra che S. Patrizio colse in questo luogo un trifoglio di cui si servì per spiegare il mistero della Santissima Trinità al re di Munster. Da qui, il trifoglio divenne simbolo d’Irlanda.

    Nel X secolo la Rocca fu conquistata dagli O’Brien che donarono quest’ultima alla Chiesa per impedire la sua riconquista da parte del clan rivale degli Eoghanachta. Nel 1647 l’esercito inglese, comandato da Oliver Cromwell, saccheggiò e devastò l’abbazia che successivamente, nel XVIII secolo, venne rilevata dalla Chiesa protestante che la usò come luogo di culto per una ventina d’anni. Il tetto della rocca crollò alla fine del XVIII secolo e tutt’oggi si presenta come allora.

    Dalla rocca si gode un paesaggio molto suggestivo: le rovine, modestamente conservate, sono circondate da un esteso prato collinare puntinato di  croci gaeliche. Queste ultime testimoniano un’antica abitudine irlandese di ricavare tombe tra (e talvolta nelle) rovine delle antiche Chiese in un ordine apparentemente casuale.

    Cashel è notevolmente apprezzata dai fotografi per la scenografia della rocca e per la mutabilità del paesaggio circostante, soprattutto durante il cambio delle stagioni.

  • Venezia: in viaggio tra storia e cultura Italiana

    Venezia, denominata “Città d’acqua” è famosa in tutto il mondo per i suoi tesori d’arte, i canali, il Carnevale e le gondole, accoglie ogni anno moltissimi turisti e possiede una grande offerta ricettiva Venezia è la principale città veneta e dell’Italia nord-orientale. Sorge a quattro chilometri dalla terraferma, nella vasta laguna adriatica che ne porta il nome, è posta ad un’altitudine di quasi 2 metri sopra il livello del mare.

    Le origini di Venezia risalgono  al 451 dopo Cristo,  quando alcuni popoli si rifugiarono sulle isole della laguna.

    Oggi Venezia è divisa in quartieri, detti “sestieri”: San Marco, Santa Croce, San Paolo, Dorsoduro, Castello e Cannaregio.

    Venezia conserva numerose testimonianze del passato, tra le principali opere d’arte segnaliamo:

    La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, costruita dai Domenicani, con la sua imponenza rappresenta la piu’ grande chiesa gotica veneziana; la Basilica di San Marco, cattedrale della città e sede del Patriarcato dal 1807, è il più noto esempio di architettura bizantina in Italia; la Basilica di Santa Maria del Frari, eretta tra il 1250 e1338 ad opera dei Frati Francescani Minori conventuali. Ricordiamo inoltre: Il Gran Teatro La Fenice, Il Palazzo Ducale, Il Palazzo Grassi, La Torre dell’ orologio, La Ca’ d’oro, il Ponte dei Sospiri.

    Monumenti

    La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, fu costruita nel dai Domenicani, con la sua imponenza rappresenta la piu’ grande chiesa gotica veneziana.

    L’ edificio ha una facciata in cotto scandita nella parte inferiore da profonde arcate cieche trecentesche; il portale ad arcata ogivale è di Bartolomeo Bon.L’ interno della basilica comunica un effetto “immenso”: le colossali strutture sono tutte avvolte dalla luce soffusa che filtra dai finestroni; numerosissimi i dipinti , le sculture.

    Appena entrati, lungo la navata di destra si trova il monumento a Marcantonio Bragadin, l’eroe di Famagosta, scorticato vivo dai turchi nel 1571.

    Tra le numerose e interessanti opere della chiesa, tra cui una vetrata policroma cinquecentescha, si trova il polittico “di San Vincenzo Ferreri” di Giovanni Bellini, e alcuni capolavori di Paolo Veronese nella cappella del Rosario.

    E’ il pantheon di Venezia, poiché ospita le tombedi ventinque dogi, di condottieri e di uomini illustri della Serenissima, le cui spoglie riposano in sontuosi sepolcri.

    La Basilica di San Marco, cattedrale della città e sede del Patriarcato dal 1807, è il più noto esempio di architettura bizantina in Italia.

    L’attuale Basilica è la terza.
    Dopo quella del IX sec. ricostruita da Pietro Orseleo e dopo un incendio del 976.
    Fu completamente rifatta molto più grande utilizzando antiche fondazioni e antiche urature, nella seconda metà delll’ XI sec., a partire dal dogato di Domenico Contarini.

    Fu consacrata nel 1904.
    La facciata è organizzata su due piani e cinque navate, è rivestita da marmi e mosaici bizantini: dal porticatato si protende la quadriga di cavalli di brnzo preda di guerra dei veneziani al tempo delle Crociate.

    Internamente la distribuzione degli spazi segue la classica tipologia a croce greca dove salde e poderose colonne sostengono le cupole soprastani.

    Ma ciò che realmente stupisce è la struttura architettonica la quale scompare completamente sotto la maglificienza dei mosaici.
    Nei pavimenti troviamo altri mosaici ancora, originari del XII° secolo, opera di artisti bizantini e veneziani che, successivamente nel corso del 1600, furono parzialmente rifatti su disegni del Tintoretto, Veronese e Tiziano.

    Da non dimenticare la splendida Pala d’Oro, grandiosa opera di oreficeria bizantina- veneziana ( X° – XIV° secolo), rioperta di gemme e smeraldi, la quale troneggia al centro della chiesa.

    Il Campanile di San Marco  è uno dei simboli della città di Venezia.

    I veneziani lo chiamano affettuosamente El paron de casa ( Il padrone di casa).

    L’ edificio è una poderosa torre a pianta quadrata, alta circa 99 metri compresa la cuspide di coronamento, anticamente faro dei naviganti, prototipo di tutti i campanili lagunari.

    Venne costruito per la prima volta nel XXII secolo sul posto di una probabile torre di avvistamento e riedificato nella forma attuale ai primi del ‘500 con l’aggiunta di una cella campanaria con la cuspide rivestita in rame e sormontata da una specie di piattaforma girevole su cui venne posta la statua dell’ Arcangelo Gbriele, con La funzione d’ indicare la direzione dei venti.

    Di forma semplice, si compone di una canna di mattoni, scalaninata, avente un lat di 12 metri e alta circa 50 metri, sopra la quale si trova la cella campanaria, ad archi.

    La cella campanaria è a sua volta sormontata da un dado, sulle cui facce sono raffigurati alternativamente due leoni andanti e le figure femminili di Venezia (la Giustizia).
    La base della costruzione è impreziosita, dal lato rivolto verso la basilica, dalla Soggetta del Sansovin.

    La Basilica di Santa Maria del Frari, eretta tre il 1250 e1338 ad opera dei Frati Francescani Minori conventuali, fu ricostruita nel XIV secolo, forse su progetto di frate di Scipion Bon , in forme grandiose e in stile gotico-cistercense, a tre navate e sette cappelle absidali.

    La Basilica nel corso dei secoli si è trasformata in un incredibile scrigno di opere di opere d’ arte, eccezionali per importanza e valore, attraverso le quali è possibile compiere un viaggio attraverso la storia dell’ arte e della devozione a Venezia dal XV al XVIII secolo.

    La facciata di stile romanico-gotico è tripartita da lesene con i cima pinnacoli.
    Il suo campanile è più basso soltanto di quello di San Marco e risale al XIV secolo.
    L’ interno della chiesa, organizzato a tre navate su una pianta a croce latina, sono conservate alcune elle opere più importanti del Rinacimento tra cui il Trittico della Madonna e i Santi, uno dei capolavori della pittura veneziana del ‘400, la suggestiva pala dell’ Assunta, uno dei capolavori della maturità del Tiziano, dipinta dall’ artista appositamente per l’altare maggiore, la famosa Madonna di Ca’ pesaro, altra mirabile pala di Tiziano e la statua lignea di S Giovanni Battista, opera di Donatello.

    Lo splendodo Coro ligneo e i numerosi monumenti sepolcrali di personaggi illustri della storia cittadina, fanno inoltre della Basilia dei Frari una straordinaria collezione di scultura veneziana, con capolavori assoluti come i Monumenti Foscari e Tron del presbiterio e il bel San Girolamo di Alessandro Vittoria dell’ altare Zane.

    La Chiesa di Santa Maria della Salute, fu costruita a partire dal 1631, su progetto di Baldassarre Longhena, per esaudire un voto dei Veneziani, che pregavano di essere liberati dall’epidemia di peste del 1630, promettendo alla Madonna di costruire una nuova e bellissima basilica per favorire il suo aiuto.
    Esternamente la pianta ottagonale è contraddistinta da altrettanti prospetti architettonici, e il più grandioso è quello corrispondente alla facciata principale, caratterizzata da un imponente portale ed enfatizzata dall’ ampia scalinata.
    L’edificio appare diviso in pianta in tre ambienti: un corpo principale accentrato circondato a cappelle, un presbiterio dotato di due absidi semicircolari e un coro rettangolare separato dal presbiterio per mezzo dell’ altare.
    All’interno un prezioso pavimento in marmi policromi e opere dei pittori del Rinascimento italiano Tizaino eTintoretto.

    Il Gran Teatro La Fenice rappresenta con i suoi due secoli di storia uno dei più significativi monumenti.
    L’ edificio fu inaugurato nrl 1792 con i giochi di Agrigento di Giovanni Paisiello.
    Distruttodal fuoco nel 1836 e risorto identico all’ originale, fu sede nel XIX secolo di varie prime rappresentazioni liriche come il Tancredi di Gioacchino Rosigni;
    la Beatrice di tenda di Vincenzo Bellini, il Rigoletto di Giuseppe Verdi che qui dovette registrare nel 1853 l’insuccesso della Traviata.

    Sede di una ricca stagione operistica e del Festival internazionale di musica contemporanea, nel 1996 è stato completamente distrutto da un incendio.

    Nel 2003 è stata inaugurata la nuova Fenice, completamente ricostruita.

    Il Palazzo Ducale fu eretto presumibilmente nei secoli X e XI sulla basa di un nucleo centrale fortificato costituito da un corpo centrale e da torri angolari; attorno a tale nucleo si sviluppò quello che è uno dei capolavori del goico veneziano.

    E’ formato da tre grandi corpi che hanno inglobato e unificato precedenti costruzioni:
    l’ala verso il Bacino di San Marco, la più antica, che contiene la Sala del Maggior Consiglio;
    l’ala verso la Piazza, già Palazzo di Giustizia, con la Sala dello Scrutinio; e l’ala rinascimentale, con la residenza del doge e molti uffici del governo.

    Il Palazzo Grassi di Venezia è un edificio di ispirazione neoclassica, opera di Giorgio Massari.

    Ai lati dell’alto portale vi sono due ordini di alte finestre a balcone, raffinate e nello stesso tempo semplici.

    Il Palazzo è ora proprietà della “Palazzo Grassi SPA” ( Fondazione del Gruppo FIAT ).

    L’ edificio ospita il Centro delle Arti e del Costume ed è sede permanente di numerose attività.

    Il Ponte dei Sospiri è situato a poca distanza da Piazza San Marco, in direzione di Riva degli Schiavoni, collega il Palazzo Ducale alle antiche prigioni, i più celebri piombi.

    Il Ponte ebbe questo soprannome nell’ Ottocento, piochè si immaginava che i prigionieri che da qui transitavano andando dai tribunali alle prigioni, guardando fuori la meravigliosa veduta sulla laguna e sull’ isola di S. Giorgio, sospirassero sapendo che molto probabilmente non avrebbero mai più rivisto la luce del sole.

    Il Ponte di Rialto è il più famoso dei ponti che attraversano il Canal Grande.
    Inizialmente si chiamava Ponte della Moneta, perché costruito nei pressi della antica Zecca di Venezia, e nei suoi locali erano concentrate le attività finanziarie dei banchieri veneziani.

    Questo ponte era in legno, composto da due rampe inclinate con una sezione mobile al centro, i modo da consentire il passaggio delle navi.

    La versione attuale è il risultato della sesta costruzione e primo ponte in pietra della città, risale al 1590 ed è opera dell’ architetto Antonio da Ponte.

    La sua elegante forma è suddivisa in 12 arcate doppie simmetricamente disposte, che oggi ospitano attività commerciali dedicate al turismo.

    La Torre dell’ orologio è un edificio rinascimentale situato in Piazza san Marco a Venezia. Consta di una torre centrale e di due edifici laterali.

    Sulla terrazza della torre è presente una campana che suona le ore.
    I rintocchi sono determinate da due sculture bronzee snodate, dette “i Mori” che battono sulla campana con dei martelli.

    L’arco inferiore collega la Merceria con la piazza. Sopra l’orologio è presente una nicchia con la Madonna del Bambino, davanti ai quali, ad ogni ora, sfilano i Re Magi e l’ Angelo.

    Il quadrante dell’ orologio in oro e smalto blu, segna ora, giorno e fasi lunari. Un primo restauro fu eseguito nel 1757.

    Il restauro moderno, iniziato nel 1997 è terminato nel maggio del 2006 e inaugurato alla mezzanotte del 27 maggio 2006.

    La Ca’ d’oro fu eretta nella prima metà de ‘400 da Marino Contarini, è un simbolo di Venezia con la tipica architettura tardo gotica delle logge aperte sul Canal Grande.

    Fu acquistata nel 1894 dal barone torinese Giorgio Fianchetti che la donò allo Stato italiano nel 1916 insieme alla propria collezione d’arte.

    Il nucleo originario delle opere donate è stato incrementato da depositi demaniali e acquisti di raccolte private:
    espone dipinti italiani e stranieri, marmi, bronzi, affreschi staccati, ceramiche e medaglie soprattutto dei secoli XV – XVIII. Da segnalare il San Sebastiano di Andrea Mantenga, il doppio ritratto di Tullio Lombardo, l’ Annunciazione e il Transito della Vergine del Carpaccio per la scuola degli Albanesi, gli affreschi del Fontego dei Tedeschi del Tiziano e due vedute di Venezia di Francesco Guardi, oltre alla vera da pozzo in marmo di Verona scolpita da Bartolomeo Bon.

    La cucina tipica di Venezia offre una vastissima scelta di pietanze. Piatti tipici sono: Sarde in saor,  moéche, poenta e osèi, baccalà mantecato.

    La città di Venezia oltre ad essere città d’arte è famosa in tutto il mondo per il suo Carnevale, che risale al X secolo e che è ritenuta la manifestazione di carnevale più importante in Italia, e la Regata Storica.